Sprint Finale

Le deadline per esami e temi finali incombono, e le biblioteche del campus – aperte 24 ore su 24 – vedono sempre più studenti passare le notti di fronte ai loro laptop, penna in una mano e bicchierone di caffè nell’altra.

A venti giorni da LDOC, “last day of class,” c’è ancora molto da fare qui a Duke per noi student-athletes. Ad eccezione dei cestisti! Duke Basketball è stata infatti eliminata ai quarti di finale della March Madness da Michigan State. Un fallimento che qua nel campus non è stato preso nel migliore dei modi, viste le alte aspettative di vittoria che tutti riponevano nella squadra. “The Fab Five,” così era stato definito il quintetto di Duke, alludendo ad una delle più forti squadre del college basketball di sempre.

Noi di Duke Soccer, un po’ annoiati dato che la stagione riprende ufficialmente ad agosto, siamo al momento impegnati in un torneo con le migliori squadre collegiali della costa est. Siamo appena tornati dalla South Carolina, dove sabato abbiamo giocato, e vinto ai rigori, contro Clemson. Questo mini torneo di otto squadre giungerà alla conclusione sabato prossimo, quando sfideremo la University of Virginia nella finale per il terzo o quarto posto. Queste partite sono tutte occasioni per migliorare quegli automatismi di squadra che, in un sistema calcio limitato come quello del college, sono davvero difficili da sviluppare.

Anche la scuola si approccia a tirare i conti. Le deadline per esami e temi finali incombono, e le biblioteche del campus – aperte 24 ore su 24 – vedono sempre più studenti passare le notti di fronte ai loro laptop, penna in una mano e bicchierone di caffè nell’altra. Dopodiché, anche per questo semestre, è tutto. Ancora quattro mesi e sarò un Duke graduate!

Quelli che come me si laureano a dicembre (un semestre prima del previsto), possono prendere parte alla cerimonia celebrativa già questo maggio. Qui in America gli studenti si laureano tutti insieme, e la festa, il cosiddetto “Commencement,” è unica per tutti i laureandi. Indosserò gown, tam & hood, o in altre parole il vestito nero che tanto abbiamo ammirato nei film e telefilm hollywoodiani. Domenica 12 maggio sarà giornata da foto ricordo!

Poi è tempo di estate, progetti calcistici, e, possibilmente, un altro tirocinio giornalistico. Ma ora basta fantasticare. C’è da pensare a finire in bellezza!

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Bleeding Blue

Duke a 360 gradi!

Settimana movimentata in quel di Durham. Direttamente dai gradi più alti delle forze militari statunitensi, il generale Stanley McChrystal è venuto a Duke a raccontare aneddoti e oscure verità riguardo alla campagna militare americana in Afghanistan contro le forze terroristiche talebane. In occasione dell’evento, l’aula era piena e, nonostante McChrystal sia un killer addestrato, nessuno si è sentito particolarmente in pericolo durante la sua conferenza.

Sabato ho partecipato all’evento con i Duke Alumni, ovvero gli ex-studenti che occasionalmente tornano a fare visita al campus in cui hanno studiato e sono cresciuti. Dal palco io e altri tre student-athletes abbiamo risposto ad alcune domande personali e sulla squadra. Pranzo tutti insieme e poi via ad andare a vedere la partita di basket di Duke.

Eh sì perché il basket sta entrando nella sua fase più calda proprio in questo momento. La regular season sta per giungere al termine e la famosa March Madness (ne parlerò quando sarà il momento) prenderà presto la scena. Prima però, noi di Duke dobbiamo sfidare i rivali storici della University of North Carolina in Chapel Hill (o, in breve, UNC). Per farvi capire quanto la partita sia sentita, vi dico soltanto che gli studenti di Duke per assicurarsi il posto all’interno del piccolo Cameron Indoor Stadium campeggiano giorno e notte nel piazzale fuori dallo stadio da ormai un mese. Il match si gioca il 20 febbraio.

Nel frattempo Trump, sotto la forte pressione dei democratici che adesso possono fare la voce grossa avendo la maggioranza nella House, ha riaperto il governo. Ma soltanto per tre settimane, ha specificato il presidente, il quale vuole usare questi giorni per convincere l’opposizione a passare il piano per costruire il muro sul confine messicano. Cinque miliardi e 700 mila dollari è la cifra che Trump cerca di far approvare. Martedì ci sarà il State of the Union, il famoso discorso alla nazione che il presidente ha dovuto riprogrammare per via dello shutdown. Il muro e le migrazioni, le elezioni presidenziali del 2020, le tasse e i posti di lavoro, il rifiuto di cooperare da parte dell’opposizione, così come i progressi fatti fino ad ora, saranno i punti che il presidente toccherà durante il suo speech. E sicuramente manderà qualche frecciatine delle sue ai suoi nemici.

Io intanto sono rimasto fermo ai box un giorno per colpa dell’influenza. Niente allenamento, niente lezioni, e niente uscite con gli amici la sera: completamente off. Ma sono subito pronto a ripartire, da venerdì precisamente, quando andrò alla Scholarship Dinner con gli Iron Dukes, un altro evento in cui potrò incontrare i famosi “doners” e fare networking. Sarà una bella serata per vestirsi eleganti, cenare bene, e conoscere meglio questo mondo chiamato Duke.