Bomba alla Bombonera

Buenos Aires, Montevideo, Boston: da un’America all’altra, maggio è stato un mix di viaggi e good times.

Se guardare le cose in prospettiva aiuta, solo adesso, ad un mese di distanza dalla tournée sudamericana, mi rendo conto di quanto quella esperienza sia stata unica… a partire dal giorno uno! Nemmeno il tempo di scendere dall’aereo ed è subito pausa-ristorante per testare il cibo tipico argentino. Davanti ai nostri occhi viene servito un mega ASADO che, prontamente, facciamo sparire. “Me par che no magné da tre mesi!” direbbe mia nonna. L’asado, un piatto che sarà sulla tavola di tutti i nostri pasti argentini, accorcia subito la bucket list di Buenos Aires.

Il giorno seguente vince il premio di best day of the trip. Sveglia presto, si va a giocare un’amichevole contro la academy del River Plate. Non lucidissimi e ancora con la panza piena dalla carne della sera prima, torniamo in hotel con un pareggio amaro, visto che la controparte argentina ci segna un gol nell’ultimo dei dieci minuti di recupero (questa partita loro non potevano proprio perderla). La sera stessa, il delirio.

Etichettata da tutti noi come “la più entusiasmante esperienza calcistica a cui abbiamo mai assistito”, quella notte rimarrà sempre nella mia memoria. Si gioca un match di Copa Libertadores, e il Boca Juniors, derivante da una striscia di risultati insoddisfacenti nella “Champions League sudamericana”, sfida l’Alianza Lima, la squadra capitale del Perù. Un imperativo, vincere, accompagnato dalla speranza di un risultato favorevole nell’altra partita del girone.

Dal momento in cui entriamo alla Bombonera, l’atmosfera si fa surreale. LA 12, la notoria curva del Boca, è già piena, ed inizia ad intonare cori per i suoi ragazzi. Lo stadio – veramente, TUTTO lo stadio – segue.

Curva Boca
LA 12, curva del Boca

“Dale dale dale Bocaaaa!” Le voci dei 45 mila mi danno i brividi, tanta è la passione che riescono a trasmettere. Stare seduti al proprio posto è impossibile: se ami il calcio, la cosa più naturale da fare in questo momento è alzarti e saltare col resto dello stadio. E poco importa se non sai la lingua e non conosci mezza parola delle canzoni, questa sera sei un tifoso del Boca.

“Mi sento male per i giocatori del Perù”, mi dice un mio amico. “Se la stanno facendo sotto di sicuro”. Questo è perlomeno quello che si percepisce dagli spalti. La curva del Boca, non a caso chiamata “LA 12” perché è l’uomo in piu dei giallo-blu, ha sempre un’influenza pazzesca sull’andamento della partita. “Sai cosa succede all’arbitro se espelle un giocatore del Boca nel primo tempo?” mi dice il mio compagno di squadra argentino. “No? Beh, non lo vuole sapere nemmeno lui”.

Ma nel calcio la palla è rotonda, e la partita va sempre giocata – penso fra me e me prima del fischio di inizio. Magari l’Alianza Lima se la gioca…

WRONG. Quattro schiaffi e il Boca a fine primo tempo va negli spogliatoi dopo aver rifilato uno dei poker più facili della storia del calcio. Un dominio in lungo e in largo, condito da un paio di tackle al limite che incendiano LA 12, è il piu semplice e preciso riassunto della prima metà di gara. I malcapitati peruviani sembrano non provarci nemmeno. “Dale Dale Bocaaa!” – i cori continuano durante l’intervallo. Non c’è tempo per coca cola e patatine durante la pausa. LA 12 continua a cantare per il Boca, il suo “Buen Amigo”, come recita il testo di uno dei cori.

Tevez and I
Due proprio belli…

Nella ripresa c’è spazio anche per il goal di una vecchia conoscenza juventina. Carlitos Tevez fa esplodere lo stadio quanto rilascia un missile che piega la mano al portiere, sbatte sulla parte inferiore della traversa, e poi gonfia la rete. Sul parziale di 5-0 e consapevole del risultato favorevole sull’altro campo, il Boca si ferma. Da segnalare l’ingresso in campo negli ultimi minuti di Fernando Gago, ex centrocampista madridista. Con la partita sostanzialmente finita, il numero 5 giallo-blu si mette in the middle of the park e comincia a dispensare palloni a destra e sinistra, ogni lancio accompagnato dagli olé de LA 12. “Va beh, sul 5-0 sono un fenomeno anche io”, dice qualcuno di noi scherzando. (AFFERMAZIONE DA RIVEDERE!)

Che passione, che entusiasmo, che modo di vivere il fùtbol. Scriverò del resto dell’avventura sudamericana nei prossimi giorni, specialmente delle impressioni che ho avuto riguardo al fùtbol argentino e uruguagio. Per il momento, respirate l’aria che gira alla Bombenera quando gioca il Boca…


PS: I posti erano bruttini come vedete!

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