I miei primi mesi a Duke: short recap

Dopo un periodo super denso di impegni, ora ho tempo di respirare, sedermi, e riflettere su ciò che sono stati questi cinque mesi appena trascorsi in un’università pazzesca come quella di Duke.

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Il motivo di una stagione così tanto intensa risiede nel fatto che il calendario calcistico è pazzo. Da agosto a novembre, le squadre di calcio del college danno vita ad un tour de force che le vede scendere in campo ogni 3 giorni. Martedì e venerdì sono i giorni delle nostre partite e, considerando la vicinanza fra un match e l’altro, la percezione che si ha è quella di fare più partite che allenamenti. Senza contare il periodo trascorso in volo quando si va in trasferta! In una stagione strutturata in questa maniera, infortunarsi è l’ultima cosa che si vuole…o si rischia davvero di rimetterci l’intero campionato.

Dal punto di vista dei numeri della squadra, la stagione è andata discretamente bene. Abbiamo chiuso la regular season con un record veramente positivo: 12-3-2 (vittorie-sconfitte-pareggi). I playoff invece, sia quelli di conference che quelli nazionali, sono stati più dolorosi in termini di risultati. Usciti rispettivamente ai quarti e agli ottavi, non siamo riusciti a dormire sonni tranquilli a causa della big loss maturata ai calci di rigori del National Tournament. Questi hanno decretato la fine della nostra stagione calcistica. DISPERAZIONE: per i prossimi 9 mesi, non giocheremo più in nessuna gara ufficiale.

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Le esperienze, c’è da dire, non sono mancate. Washington DC, Pennsylvania, Indiana, e New York gli stati in cui siamo andati in trasferta a giocare le partite della ACC – la Atlantic Coast Conference – il campionato calcistico di college più competitivo negli Stati Uniti. Si parte sempre il giorno antecedente la partita e si torna il giorno seguente, costringendo noi student-athletes a saltare molte volte uno o due giorni di scuola. Diciamo che non siamo così tanto tristi per questo…

Per quanto riguarda lo studio, il semestre scolastico si è concluso un paio di settimane più tardi rispetto alla stagione calcistica, a metà dicembre esattamente. Tenere il passo con la scuola in un periodo così intenso non è di certo cosa facile, quindi l’impegno deve essere indubbiamente costante. Specialmente quando l’amarezza per le sconfitte è tanta!

Il meritato riposo è arrivato, finalmente, con il Winter Break, il mese invernale colmo di feste che sto trascorrendo a casa rilassandomi e ricaricando le batterie in vista della Spring season, in cui punteremo a migliorarci soprattutto dal punto di vista di atletico. Il campionato in primavera è inspiegabilmente fermo e riserva soltanto amichevoli ed allenamenti. “Mannaggia Mannaggia!” usando l’espressione del buon vecchio Meda quando il Dottore sbaglia la staccata.

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Ora è quasi tempo di tornare negli States, e onestamente non vedo l’ora! Mi aspettano tante cose, e sono pronto ad andare a mille. Per concludere, cito una frase di un mio amico che recentemente mi ha rimproverato: “Sei diventato meno social. Come mai?” Le ragioni, socio, sono elencate qui sopra. Provvederò a rimediare.

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